Reverse Engineering

2013

Il reverse engineering (in italiano noto come ingegneria inversa) è il processo di digitalizzazione di un oggetto fisico (detto riferimento), per l’analisi o per la rimodellazione computerizzata di superfici geometriche, mediante apposite attrezzature e rielaborazioni.

Solitamente lo scopo del reverse engineering è quello di progettare un nuovo oggetto o dispositivo, avente come riferimento qualsiasi cosa di già esistente, di cui si è impossibilitati a misurare con esattezza le dimensioni, a causa della complessità della forma o della difficoltà di raggiungimento del riferimento in questione.
I campi d’impiego sono illimitati: scultoreo; industriale; meccanico; aeronautico; aerospaziale; auto motive; civile; architettonico; medicale; e molti altri.

Il reverse engineering si sviluppa in due fasi: la prima, denominata fase di acquisizione dei dati, si basa sulla “discretizzazione” del riferimento in punti contigui nello spazio che ne descrivono la forma per approssimazione. L’insieme dei punti campionati dal riferimento prende il nome di “nuvola di punti”.
I punti, per essere visualizzati con appositi programmi di modellazione 3D, possono essere collegati fra loro mediante poligoni e il loro insieme forma una “mesh poligonale”, detta più semplicemente mesh, che rappresenta per approssimazione il riferimento di partenza. Maggiore sarà la densità dei punti campionati, migliore risulterà l’approssimazione della mesh al riferimento.
Le nuvole di punti possono essere ottenute per contatto con un tastatore o scansione laser delle superfici. Possono anche essere utilizzati strumenti medicali quali: macchine per l’ecografia digitale; macchine per la risonanza magnetica; ecc…

La seconda fase, denominata fase di trasformazione, consiste nella rielaborazione della nuvola di punti in superfici definibili matematicamente. Queste superfici, note con il nome di superfici NURBS (Non Uniform Rational B-Splines), approssimano geometricamente e razionalmente la mesh ottenuta dalla nuvola di punti. I risultati ottenibili dipendono prevalentemente dalle mesh di partenza. Eventuali “rumori di fondo”, distorsioni o discontinuità dei punti della nuvola, possono ridurre la precisione di approssimazione, ma possono comunque essere attenuati nella fase di acquisizione dei dati, o con speciali software filtranti o manualmente, e nella fase di trasformazione, attraverso una interpretazione soggettiva del riferimento.

Grazie ad un innovativo metodo di rielaborazione delle mesh in superfici NURBS,  Eurocompositi offre un servizio di reverse engineering di altissimo livello permettendo al cliente di decidere con quale grado di approssimazione raggiungere l’obbiettivo. Oltre a questo, il particolare procedimento di Eurocompositi permette totale libertà di rimodellazione una delle superfici NURBS, fornendo la possibilità di cambiare le geometrie, ottenute dal riferimento, sulla base di qualsiasi esigenza di progettazione.

CONCLUSIONI

  • Eurocompositi offre servizi di reverse engineering per qualsiasi tipologia di oggetto, a partire da qualsiasi tipo di MESH prodotta: STL; OBJ; ecc.
  • Il grado e l’accuratezza delle superfici NURBS prodotte possono essere decise dal cliente.
  • Le superfici NURBS generate possono essere esportate su qualsiasi formato IGES; STEP; ecc.
  • Si offrono servizi di modellazione avanzata, per eventuale completamento o modifica delle superfici prodotte.
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